“Sacralità e Sacro in Mozart e Boccherini”

Vallisa

LUNEDI 22 SETTEMBRE 2019 ore 19:00

soprano Anna Maria Stella Pansini; quartetto d’archi “Le Consonanze” Violino I Carmine Scarpati; violino II clelia Sguera; viola Matteo Notarangelo; violoncello Donatella Milella; contrabbasso Massimo Allegretta; guida all’ascolto a cura di Clelia Sguera

L’ispirazione “sacra” dismette i suoi abiti nel “profano”, e in questa nuova forma la sua universalità diventa sacralità, diventa sintesi di quel sentimento del mistero e di quanto esso contiene e che si fa storia dell’umanità e del singolo. Tale “sacralità“ dell’umano che connota fortemente tanta musica di Mozart, tanto quella sacra così come tanta parte di quella “profana” si esprime fortemente nell’Adagio e Fuga KV 546 in do minore, esempio di equilibrio perfetto tra la solennità e la drammaticità dell’Adagio iniziale e la ricchezza contrappuntistica della Fuga. Questo ci ha indotto a privilegiare la sua musica per introdurci allo Stabat Mater di Luigi Boccherini qui presentato nella sua versione originaria del 1781, meno nota e meno fortunata della seconda versione del 1800. Questa prima versione dello Stabat è rimasta manoscritta e pressoché sconosciuta fi no a pochi anni fa. La partitura si rivela ricca di contenuti spirituali, di spunti originali e di ricchezza interiore, concepita per la raffi nata cornice di un’esecuzione privata, nell’essenzialità dei mezzi a disposizione, nella perfetta aderenza alla spiritualità del testo poetico, declinata in perfetta armonia tra testo e musica, tra contenuto e sua espressione musicale. Anche la scelta della tonalità d’impianto, fa minore, niente aff atto casuale, va probabilmente ricondotta alla cosiddetta «teoria degli aff etti» che attribuiva un diverso carattere a ogni tonalità, in questa prospettiva tale tonalità è tra quelle che meglio di altre esprimono il sentimento della malinconia, della perdita, della morte.