G. Rossini: Petite Messe Solennelle

Cattedrale

DOMENICA 22 SETTEMBRE 2019 ore 21:00

Ensemble vocale Florilegium Vocis; Polifonica Barese “B. Grimaldi; soprano Claudia Urru; mezzosoprano Margherita Rotondi; tenore Francesco Amodio; baritono Hyunmo C’Ho; armonium Vincenzo Cicchelli; pianoforte Alessandro Marangoni; direttore Sabino Manzo

«Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buff a, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso». (Gioachino Rossini, Passy, 1863)

Con queste parole Gioachino Rossini termina la stesura della sua Petite Messe Solennelle. Un capolavoro che segna il confi ne tra la tradizione classica e la nuova musica sacra nel tardo ottocento europeo. La partitura riavvolge quasi quattro secoli di storia della musica, negli stili più adatti ad un’opera cameristica. Dal Kyrie in polifonia accompagnata (quasi di basso continuo), al Christe in reminiscenze palestriniane; dall’aria mozartiana classica (et in terra), all’aria italiana del primo ottocento (Domine Deus); duetti d’avanguardia (qui tollis); cori maestosi in stile operistico (Gloria e Credo); lo stile severo, con fugato tedesco bachiano (cum sancto spiritu, et vitam venturi); c’è spazio anche per una meditazione pianistica tra Haydn e Beethoven (off ertorio). Siamo di fronte ad un grande caposaldo della storia, spartiacque del genere, petite solo di organico, ma non di struttura, né di contenuti. Nelle parole del Maestro di Pesaro, tutta la sua devozione verso un genere poco frequentato, ma a cui dedica molto spazio sia per la scrittura che per la preparazione della prima esecuzione. La sua ironia, non lo nasconde dai sentimenti più intimi verso una fede semplice, ma di forte speranza. (Sabino Manzo)