Mimmo Muolo: “I soldi della Chiesa” Ricchezze favolose e povertà evangelica

Terrazza del Carmine

MERCOLEDI 25 SETTEMBRE 2019 ore 19:00

dialogo con l’autore e con il direttore di Sovvenire (CEI) Matteo Calabresi

L’argomento è di quelli che suscitano curiosità e generano discussioni, evocando quadri, per lo più a tinte fosche, in cui la Chiesa appare come una realtà molto ricca, con mire umanissime di potere e poco incline a pensare agli ultimi. Se non sono mancati episodi e lati oscuri nella gestione dei beni materiali, quando si parla di soldi della Chiesa bisogna innanzitutto distinguere i vari piani: il Vaticano è diverso dalla Cei o dalle Diocesi. Dunque, «è giusto pensare non soltanto ai “sacri palazzi”», scrive il cardinal Montenegro, «ma anche a quanti si occupano di bambini in diffi coltà, ai missionari che operano in situazioni estreme, alle associazioni che aiutano chi è incappato nella rete delle dipendenze o della prostituzione». In Italia, poi, l’introduzione dell’8xmille ha determinato una svolta. «Oggi il Welfare ha permesso di creare un sistema integrato”, osserva Carlo Cardia, “in cui le attività sociali sono svolte da diversi soggetti, primi tra i quali quelli confessionali, incentivati e sostenuti dalle istituzioni e nel rispetto di leggi eguali per tutti». La Chiesa, perciò in questi ultimi anni, si è aperta a una visione più articolata e strutturale degli interventi (basti pensare a iniziative come il Progetto Policoro per il lavoro giovanile o gli empori della solidarietà), promuovendo forme di aiuto sempre più capaci di intercettare i bisogni reali e di tutelare prima di tutto la dignità umana.